It is night. I am alone, and with this verse
I must compose my insipid universe.
(Jorge Luis Borges - The Blind)
lunedì 27 febbraio 2012
martedì 21 febbraio 2012
Bird on a wire
Come un uccello sul filo
Come un ubriaco in un coro di mezzanotte
Ho cercato a modo mio di essere libero.
Come un verme sull’amo
Come un cavaliere in qualche libro antico e fuori moda
Ho conservato i miei brandelli per te.
Se non sono stato giusto
Spero tu possa lasciar correre
Se non sono stato sincero
Spero tu sappia che non mi rivolgevo a te.
Come un bimbo nato morto
Come una bestia col corno
Ho lacerato chiunque cercasse di raggiungermi.
Ma giuro su questa canzone
E su tutto ciò che ho fatto di sbagliato
Che rimetterò ogni cosa a te.
Ho visto un mendicante appoggiato alla sua stampella di legno
Mi ha detto: “Non devi chiedere tanto.”
E una graziosa donna affacciarsi dalla sua porta buia,
Mi ha urlato: “Perché non chiedere di più?”
Come un uccello sul filo
Come un ubriaco in un coro di mezzanotte
Ho cercato a modo mio di essere libero.
(Bird on a wire - Leonard Cohen)
Come un ubriaco in un coro di mezzanotte
Ho cercato a modo mio di essere libero.
Come un verme sull’amo
Come un cavaliere in qualche libro antico e fuori moda
Ho conservato i miei brandelli per te.
Se non sono stato giusto
Spero tu possa lasciar correre
Se non sono stato sincero
Spero tu sappia che non mi rivolgevo a te.
Come un bimbo nato morto
Come una bestia col corno
Ho lacerato chiunque cercasse di raggiungermi.
Ma giuro su questa canzone
E su tutto ciò che ho fatto di sbagliato
Che rimetterò ogni cosa a te.
Ho visto un mendicante appoggiato alla sua stampella di legno
Mi ha detto: “Non devi chiedere tanto.”
E una graziosa donna affacciarsi dalla sua porta buia,
Mi ha urlato: “Perché non chiedere di più?”
Come un uccello sul filo
Come un ubriaco in un coro di mezzanotte
Ho cercato a modo mio di essere libero.
(Bird on a wire - Leonard Cohen)
lunedì 6 febbraio 2012
Uno in particolare
Ed entri nella tua stanza e ti siedi su quella sedia di legno, dipinta di bordeaux. Il tuo colore preferito. E davanti c'è quello specchio. E allora, ti viene di domandarti da quanto in realtà non ti guardi più, da quanto non ti piaci e soprattutto da quanto non ti interessa. Eri una bellissima donna. E lo sei ancora. Anzi, adesso di più. Nei tuoi occhi aleggia quella malinconia, quella consapevolezza di come la vita sia, che ti rende ancora più intrigante contro ogni tua intenzionalità. Ricordo quando da piccola ti osservavo metterti il rossetto. A volte rosso, a volte arancio, a volte semplicemente niente. E me ne stavo lì, ad ammirarti in silenzio, appoggiata alla porta di camera. Mi piaceva guardarti. E non me l'hai mai detto, ma credo che, ogni volta, ti accorgessi della mia presenza ma nonostante tutto, facevi finta di niente. Adoravo soprattutto quando raccoglievi i tuoi lunghi capelli biondi e poi indossavi la tua collana preferita. Quella che ti aveva regalato Lui. Il tuo unico lui, nonostante tutto. E adesso è così strano vederti così, ma io sò che sotto i segni indelebili del tempo e sotto quella velata tristezza, hai un ricordo. Uno in particolare, che ti porta ancora a danzare, a piedi nudi, lungo la riva del mare come in quell'agosto di vent'anni fa, in costa Calida.
venerdì 3 febbraio 2012
Q31
Giorno più, giorno meno, è da circa un mese che ho l'auto dal meccanico. Me l'avessero detto un pò di tempo fa, mi sarei disperata all'idea di non poter guidare e di rinunciare, così, alla mia indipendenza. Se c'è una cosa che non mi è mai andata a genio, è quella di sentirmi dipendere da qualcuno come dall'orario di un autobus o di un treno soprattutto per gli spostamenti più banali.
Questo, per lo meno, quello che pensavo non appena lasciata la macchina. Adesso, a distanza di giorni, il mio New Beetle a fronte di una spesa di riparazione eccessiva, è in vendita; ed io ho deciso di optare per una macchina decisamente più agile e soprattutto economica. Una smart. Il contrario, praticamente. E intanto che attendo la chiusura del finanziamento precedente, continuo ad essere a piedi. Ma che bellezza prendere al volo quell'autobus e fare il solito percorso con persone sempre diverse. C'è chi va a scuola, chi in ufficio, c'è la signora anziana che lo prende solo per spostarsi da una fermata all'altra, qualche ragazzo di colore regolarmente seduto agli ultimi posti. Ed io, che attraverso il finestrino appannato, filtro il paesaggio innevato al di fuori.
Dato che la macchina nuova sarebbe già pronta, potrei sollecitare tutto il resto per riuscire ad averla il prima possibile. Ma in fondo tra una settimana parto. E questi ultimi giorni perchè non trascorrerli, ancora una volta, con le cuffie nelle orecchie e perennemente di corsa per non rischiare di dover aspettare il pullman o il treno successivo intanto che ne approfitto per arricchirmi di tutto ciò che gira intorno?
Questo, per lo meno, quello che pensavo non appena lasciata la macchina. Adesso, a distanza di giorni, il mio New Beetle a fronte di una spesa di riparazione eccessiva, è in vendita; ed io ho deciso di optare per una macchina decisamente più agile e soprattutto economica. Una smart. Il contrario, praticamente. E intanto che attendo la chiusura del finanziamento precedente, continuo ad essere a piedi. Ma che bellezza prendere al volo quell'autobus e fare il solito percorso con persone sempre diverse. C'è chi va a scuola, chi in ufficio, c'è la signora anziana che lo prende solo per spostarsi da una fermata all'altra, qualche ragazzo di colore regolarmente seduto agli ultimi posti. Ed io, che attraverso il finestrino appannato, filtro il paesaggio innevato al di fuori.
Dato che la macchina nuova sarebbe già pronta, potrei sollecitare tutto il resto per riuscire ad averla il prima possibile. Ma in fondo tra una settimana parto. E questi ultimi giorni perchè non trascorrerli, ancora una volta, con le cuffie nelle orecchie e perennemente di corsa per non rischiare di dover aspettare il pullman o il treno successivo intanto che ne approfitto per arricchirmi di tutto ciò che gira intorno?
giovedì 2 febbraio 2012
L' incertezza è molto meglio
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno “scusi” nella ressa?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell’infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
(Amore a prima vista - Wislawa Szymborska, da La fine e l’inizio, Scheiwiller, 1993)
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno “scusi” nella ressa?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell’infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
(Amore a prima vista - Wislawa Szymborska, da La fine e l’inizio, Scheiwiller, 1993)
lunedì 16 gennaio 2012
Ci sono molti modi per vivere in estate come in inverno
L’amore è abbastanza grande da includere una frase letta in un libro, la linea di un collo visto e desiderato tra la folla, un viso amato e desiderato visto al finestrino di un metrò che sfreccia via. È grande abbastanza da includere un amore passato, un amore futuro, un film, un viaggio, la scena di un sogno, un’allucinazione, una visione.
(Anaïs Nin)
(Anaïs Nin)
lunedì 9 gennaio 2012
Un lungo, lunghissimo bacio
Era una sera di metà novembre e mi trovavo da sola in casa. Non ricordo mia mamma e mia sorella dove fossero finite quel giorno, ma mi è sempre piaciuto starmene per conto mio. Cucinarmi qualcosa, con un buon bicchiere di vino e un pò di musica in sottofondo. Il bello stà proprio nella preparazione o meglio nella sperimentazione. Non ho mai seguito le ricette per filo e per segno. Ho sempre fatto un pò di testa mia, come in ogni cosa del resto. Stavo cucinando quindi, quando suonò il campanello. Era lui. Arrivato così, all'improvviso. Aveva i capelli bagnati; fuori aveva iniziato a piovere. E il suo solito, inconfondibile sorriso. Non mi toglieva gli occhi di dosso, mentre gli chiedevo il perchè. Il perchè di quel ritorno. Aveva una giacca marrone, una camicia celeste e una bottiglia di vino tra le mani. Entrò, e mi abbracciò. E così, tutte le parole, le domande, i dubbi e le paure svanirono. Gli abbracci hanno questo enorme potere. Il potere di sciogliere tutto. Come ghiaccio sull'asfalto all'arrivo del sole.
Presi un vecchio vinile tra la collezione di mio padre e lo misi su. Sapevo che gli sarebbe piaciuto. Lo conoscevo meglio di chiunque altro. Mentre posizionavo la testina del giradischi, mi abbracciò di nuovo dal dietro. Così mi voltai, ci guardammo negli occhi e mentre con una mano mi accarezzava i capelli, con le labbra iniziò a sfiorarmi la guancia, l'orecchio, per scendere poi fin sulla bocca. E così, ci baciammo. E fu un lento, lungo, lunghissimo bacio.
( Mazzy Star - Give you my lovin)
Presi un vecchio vinile tra la collezione di mio padre e lo misi su. Sapevo che gli sarebbe piaciuto. Lo conoscevo meglio di chiunque altro. Mentre posizionavo la testina del giradischi, mi abbracciò di nuovo dal dietro. Così mi voltai, ci guardammo negli occhi e mentre con una mano mi accarezzava i capelli, con le labbra iniziò a sfiorarmi la guancia, l'orecchio, per scendere poi fin sulla bocca. E così, ci baciammo. E fu un lento, lungo, lunghissimo bacio.
( Mazzy Star - Give you my lovin)
lunedì 2 gennaio 2012
Le sigarette migliori
Stavo ripensando al 2011. E non mi è venuto in mente niente di particolare. Sono così tornata un pò indietro negli anni. Ai momenti memorabili e alle sigarette migliori. E non ho potuto non ripensare a quella mattina di fine giugno di quasi dieci anni fa. Ero appena uscita da quel palazzone freddo e austero che e' il liceo classico della mia città. Faceva un caldo bestiale, l'estate era ormai alle porte ed avevo appena sostenuto la prova orale dell'esame di maturità. Era andata decisamente da schifo. Ma non importava. Bastava andare oltre. E se con in tasca un 60 oppure un 80, a quel punto, non faceva più alcuna differenza. Ricordo che appena sceso il primo scalino, mi accesi una sigaretta. E quello, fu il mio piccolo addio a quella piccola parte della mia vita.
Poi ci sono state le sigarette con l'amica d'infanzia. Sedute fianco a fianco, lungo il fiume, bevendo birra e parlando di tutto e di niente. In un tardo pomeriggio di fine maggio quando il cielo diventa blu, le strade si riempono anche dei lavoratori e la notte sai che non arriverà mai.
Ripenso ai treni presi. Qualcuno preso al volo. Qualcuno un po' troppo in ritardo, forse. Alla fretta dell'andata per l'eccitazione di non sapere a cosa stessi andando incontro. E all'evasione del ritorno ripensando al giorno prima.
E, tra tante cose, come scordarmi la notte del mio ventunesimo compleanno. In macchina di non ricordo quale amica. Una bottiglia di spumante in un una mano, la sigaretta nell'altra e la testa fuori dal finestrino canticchiando tutti insieme "A la la la long" di Bob Marley, quando la spensieratezza faceva ancora da sottofondo. Poi, all'improvviso, il black out. Ricordo solo che il giorno dopo la febbre non passava.
Adesso, invece, sono all'inizio di un nuovo anno e non ho buoni propositi. Quello che accadrà, accadrà e basta. Sono sulla soglia dei trenta però e forse una cosa dovrei chiedermela: perchè non smettere di fumare?
"girl i want to make you sweat
sweat 'till you can't sweat no more,
and if you cry out
i'm gonna push it sum more-ore-ore,
girl i want to make you sweat
sweat 'till you can't sweat no more,
and if you cry out
i'm gonna push it push it push it some more"
(A lalala long - Bob Marley)
E continuo a sorridere...
Poi ci sono state le sigarette con l'amica d'infanzia. Sedute fianco a fianco, lungo il fiume, bevendo birra e parlando di tutto e di niente. In un tardo pomeriggio di fine maggio quando il cielo diventa blu, le strade si riempono anche dei lavoratori e la notte sai che non arriverà mai.
Ripenso ai treni presi. Qualcuno preso al volo. Qualcuno un po' troppo in ritardo, forse. Alla fretta dell'andata per l'eccitazione di non sapere a cosa stessi andando incontro. E all'evasione del ritorno ripensando al giorno prima.
E, tra tante cose, come scordarmi la notte del mio ventunesimo compleanno. In macchina di non ricordo quale amica. Una bottiglia di spumante in un una mano, la sigaretta nell'altra e la testa fuori dal finestrino canticchiando tutti insieme "A la la la long" di Bob Marley, quando la spensieratezza faceva ancora da sottofondo. Poi, all'improvviso, il black out. Ricordo solo che il giorno dopo la febbre non passava.
Adesso, invece, sono all'inizio di un nuovo anno e non ho buoni propositi. Quello che accadrà, accadrà e basta. Sono sulla soglia dei trenta però e forse una cosa dovrei chiedermela: perchè non smettere di fumare?
"girl i want to make you sweat
sweat 'till you can't sweat no more,
and if you cry out
i'm gonna push it sum more-ore-ore,
girl i want to make you sweat
sweat 'till you can't sweat no more,
and if you cry out
i'm gonna push it push it push it some more"
(A lalala long - Bob Marley)
E continuo a sorridere...
domenica 25 dicembre 2011
Scartando un regalo...
" E attraverso i papaveri danzanti
alla mia anima arrivava
una brezza che con tocco
soave la cullava "
(John Keats)
alla mia anima arrivava
una brezza che con tocco
soave la cullava "
(John Keats)
lunedì 12 dicembre 2011
Dondolandosi con le vecchie stelle
Ciondolando nel cortile di casa
Mi avvicino alla tua veloce auto
Mentre fischi il mio nome
Apri una birra
E la porti qui
E giochi a un videogioco
(Lana Del Rey - Video games)
Mi avvicino alla tua veloce auto
Mentre fischi il mio nome
Apri una birra
E la porti qui
E giochi a un videogioco
(Lana Del Rey - Video games)
venerdì 2 dicembre 2011
A wild horse on a collision course with the sun
....
No, non ti amo
odio la parola,
quella tirannide privata dentro un pubblico suono
la tua libertà è tua, non mia:
ma brandisco la mia isolata follia come una spada
che affondo nel tuo corpo tutta la notte.
( Al Purdy - Necropsia dell’amore )
Well you're a wild horse
On a collision course
With the sun
I wanted to ride that wild horse
Into the sun
But i no longer think that
I'm your chosen one
On no, i no longer think that
I'm your chosen one
Maybe it's best for you to ride
Ride into the sun
Because i no longer think that
I'm your chosen one
Oh no, i no longer think that
I'm your chosen one
( Smog - Chosen one )
No, non ti amo
odio la parola,
quella tirannide privata dentro un pubblico suono
la tua libertà è tua, non mia:
ma brandisco la mia isolata follia come una spada
che affondo nel tuo corpo tutta la notte.
( Al Purdy - Necropsia dell’amore )
Well you're a wild horse
On a collision course
With the sun
I wanted to ride that wild horse
Into the sun
But i no longer think that
I'm your chosen one
On no, i no longer think that
I'm your chosen one
Maybe it's best for you to ride
Ride into the sun
Because i no longer think that
I'm your chosen one
Oh no, i no longer think that
I'm your chosen one
( Smog - Chosen one )
martedì 29 novembre 2011
Accendersi una sigaretta e mettere su un disco
Ci sono tanti modi di viaggiare. E non necessariamente prendendo un aereo. Succede anche dopo aver fatto l'amore. Quando si rimane nel letto, l'uno appiccicato all'altro, sudati, esausti ma felici. E improvvisamente sale la voglia di accendersi una sigaretta. E mettere su un disco, magari di musica classica. Ed è un pò come fare l'amore per la seconda volta...
(Erik Satie - Gymnopédie No.1)
(Erik Satie - Gymnopédie No.1)
lunedì 28 novembre 2011
mercoledì 23 novembre 2011
lunedì 21 novembre 2011
27 volte Novembre
27 volte Novembre. Un cappotto più pesante. Una ciuccia di lana. Sciarpa, guanti. A volte rossi, a volte neri, a volte.... Il passo più svelto a causa del freddo. E le vetrine dei negozi che si tingono già dell' atmosfera natalizia. Mi fermo, le osservo e penso che amo questo mese proprio per l'aspettativa che crea. Cammino per le vie del centro, incrocio diversi sguardi e vorrei incrociare il tuo. Decido, poi, di fermarmi nel primo bar che trovo. Dentro è affollatissimo; uomini d'affari che parlano di lavoro, ragazzini che ordinano il primo aperitivo della serata, signore incelofanate nelle loro pellicce che non perdono occasione di sfoggiare tutta la ricchezza posseduta e di parlare di chi non conoscono neanche. Io, invece, opto per un caffè. Doppio.
Novembre, ancora. Ed io sempre la solita. La solita irrequieta. Batto i denti dal freddo, e mi avvolgo di pensieri, ricordi, speranze quasi soffocanti.
I told you
I told you
Everything
Is always
Nothing new
These days
These days are falling
These days are falling
Imagine what to come
Watch them fighting, watch them losing
Watch them without heart
You're not the first one laughing
You're not the first one laughing
(Everything is always - Lali Puna)
Novembre, ancora. Ed io sempre la solita. La solita irrequieta. Batto i denti dal freddo, e mi avvolgo di pensieri, ricordi, speranze quasi soffocanti.
I told you
I told you
Everything
Is always
Nothing new
These days
These days are falling
These days are falling
Imagine what to come
Watch them fighting, watch them losing
Watch them without heart
You're not the first one laughing
You're not the first one laughing
(Everything is always - Lali Puna)
giovedì 10 novembre 2011
Un caffè al vetro, per favore
Poi un giorno ti siedi al tavolino di un bar,
e tutto ti sembra straordinariamente diverso.
" Baby, I need your lovin'
I got to have
all your lovin'
Baby, I need your lovin'
Got
to have all your lovin' "
( Baby I need your loving - Four Tops )
e tutto ti sembra straordinariamente diverso.
" Baby, I need your lovin'
I got to have
all your lovin'
Baby, I need your lovin'
Got
to have all your lovin' "
( Baby I need your loving - Four Tops )
mercoledì 9 novembre 2011
Melodrammatico
“E’ lei che incontri, prima o poi, in autobus, sul treno, sull’aereo, lei a cui non fai caso finché non sei seduto, lei il cui sguardo incroci all’improvviso e arrossisci, ti viene caldo, perché non ci si può innamorare così in fretta, non è così che succede, solo per l’aspetto esteriore, con uno sguardo, ma invece succede e tu sei sull’autobus e pensi che dovresti andare laggiù in fondo, dire qualcosa, pensi, dovresti scendere alla sua stessa fermata, perché non incontrerai mai più una persona più bella di questa. E se solo trovi il coraggio, se adesso dici qualcosa, se scendi insieme a lei, vai da lei, l’abbracci, allora forse, forse o di sicuro, avrai incontrato l’unica persona nell’universo che può fare di te l’essere più felice che sia mai esistito. Invece non lo fai. Non scendi quasi mai alla stessa fermata. Non ti alzi nell’autobus per dirle o dirgli qualcosa. Rimanete seduti, vi guardate o distogliete lo sguardo, fino a che uno di voi due non scende e qualche ora dopo hai già dimenticato tutto, fino a un mattino di dieci, vent’anni dopo, quando di colpo senti di nuovo la stessa fitta, te la rivedi davanti e sai che quel giorno dovevi cogliere la palla al balzo, dire qualcosa. Non l’hai fatto, e l’unica cosa che ti rimane è la certezza che almeno una volta, per un istante nella vita sei stato amato così, senza riserve, senza pretese. Un solo istante, come schioccare due dita. Melodrammatico.”
(Johan Harstad)
(Johan Harstad)
martedì 8 novembre 2011
venerdì 4 novembre 2011
Silent street
L' 1.40. Stò guidando verso casa. Anche stasera soliti locali, solite note, solite facce. Ed è bello poi, percorrere una via deserta che ti conduce al di fuori della città e potersi lasciare tutto alle spalle, almeno fino all'indomani. Osservare l'asfalto bagnato e nella luce sottile dei fanali vedere le prime foglie autunnali venirti incontro, roteanti, leggere, quasi indecise. Accendo l'ultima sigaretta della serata. Un occhiata di sbiego al pacchetto. Cavolo, ho fumato più di quanto pensassi! Dentro di me mi dico che da domani cercherò di regolarmi, ma poi sò bene che non lo farò. Ingrano la quarta poi la quinta. Inizia a piovere e la radio, sorprendentemente, trasmette una di quelle canzoni che non ti aspetteresti mai e che sembra andare a braccetto con la strada che, intanto, scivola via sotto di te. Dondolo la testa lentamente. Prima a destra poi a sinistra, a ritmo di musica. Sputo via il fumo. Un tipo in motorino mi guarda. Me ne frego. Aspiro. Di nuovo a destra e poi a sinistra. "Silent street" ed alzo ancora un pò di più il volume.
lunedì 24 ottobre 2011
This love is a strange love
This love
This love is a strange love
A faded kind of mellow
This love
This love
I think I'm gonna fall again
And ever when you held my hand
It didn't mean a thing, this love
This love
Now rehearsed we stay, love
Doesn't know it is love
This love
This love
It hasn't have to feel love
It hasn't need to be love
It hasn't mean a thing
This love
This love loves love
It's a strange love, strange love
This love
This love
This love is a strange love, strange love
I'm gonna fall again love
It doesn't mean a thing
Think I'm gonna fall again
This Love
This love
This love is a strange love
A faded kind of mellow
This love
This love
I think I'm gonna fall again
And ever when you held my hand
It didn't mean a thing, this love
This love
Now rehearsed we stay, love
Doesn't know it is love
This love
This love
It hasn't have to feel love
It hasn't need to be love
It hasn't mean a thing
This love
This love loves love
It's a strange love, strange love
This love
This love
This love is a strange love, strange love
I'm gonna fall again love
It doesn't mean a thing
Think I'm gonna fall again
This Love
(Craig Armstrong feat Liz Fraser - This love)
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