domenica 18 luglio 2010

I brividi c'hanno messo un bel pò a scivolare via

Qualche giorno fa camminavo per le vie del centro con un'amica, persa tra chiacchere e qualche sbirciatina alle vetrine, quando ho avuto uno di quegli incontri che senti che ti rimarranno dentro, che in un qualche modo ti segneranno anche negli anni a venire.
E' arrivato in bicicletta, aria apparentemente tranquilla, ma solo apparentemente.. credo. E una maschera trasparente per proteggere la pelle del viso, viva. La vicenda del 29 giugno l'ho seguita da vicino fin da subito, come non si potrebbe del resto. Ma fino ad adesso non mi era mai capitato di imbattermi in qualcuno che ne fosse rimasto così profondamente coinvolto. Quel giovane padre, ne è stato uno dei pochi sopravvissuti e la sua vicenda, pur non conoscendolo personalmente, è stata fin da subito una di quelle che mi ha torturato l'anima. In quella maledetta notte perse la moglie e i due figli. Lui stesso riportò ustioni sul 90 per cento del corpo. L' unico illeso fu il figlio più grande. Mi rimane difficile, quindi, spiegare quello che ho provato trovandomelo di fronte l'altro giorno. Cercava un biglietto di auguri. La commessa gli ha risposto di averli terminati e lui ha sorriso. Ma quanta tristezza nascosta dietro quel sorriso! La gente, mi rendevo conto, non riusciva ad evitare di guardarlo; io l'ho fatto il meno possibile, anzi non l'ho fatto quasi per niente, non volevo disturbarlo. Poi ha ripreso la sua bici e a piedi se ne è andato. L'ho seguito con lo sguardo. Una lacrima è scesa. I brividi, invece, c'hanno messo un bel pò a scivolare via.




(Video di Giancarlo Garbocci)

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