mercoledì 9 febbraio 2011

Luoghi non luoghi

Amo le metropolitane così come le stazioni e gli aereoporti. Le persone più taglienti si incontrano proprio in questi posti fugaci. C'era un giovane ragazzo, solo con il suo cane, la notte del 31 Dicembre a Kings Cross. Suonava "Stand by me", tutta a modo suo. Ero sulle scale mobili e più salivo, più lo osservavo allontanarsi e più pensavo che lì, in quella stazione, non c'era persona più libera di lui. Libera da ogni conformismo, da ogni regola, da ogni aspettativa di una serata qualunque.
Mi sono sempre piaciuti questi luoghi non luoghi. Del resto non mi è mai capitato di salire su una metro e di non perdermi in qualcuno. Come quella ragazza indonesiana che si è seduta davanti a me la mattina del 1 Gennaio. Erano le 11 circa ed ero diretta a Portobello, mentre lei rientrava da chissà quale serata. Indossava un paio di sandali alti, un lungo vestito turchese, ed era di una bellezza travolgente in quel sorriso che la ricopriva. Accanto a lei, invece, un ragazzo ancora in abito da lavoro avvolto nel suo sonno. Oppure, ricordo con piacere quel violinista Ungherese vestito da cow-boy, che ogni giorno incrociavo alla solita fermata, e che regalava un inchino ad ogni signora.
Amo questi posti perchè c'è sempre un'occasione in cui rispecchiarsi. C'è chi sorride, chi è indifferente, chi ha perso ogni speranza, chi è di fretta e chi indossa le cuffie e si estranea per un momento. Chi legge, chi ha con sé la sua chitarra e chi, come te, incrocia il tuo sguardo con la stessa curiosità che ti accompagna. E, allora sorridi, ti rilassi, e pensi che in fondo la vita è bella proprio per queste piccolezze.


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