lunedì 6 maggio 2013

Romantic details

La stanza era minimale quasi spoglia. In un angolo un televisore acceso, un modello vecchio perfino gracchiante.
Di fronte alla cucina un divano in pelle verde scura. E un'enorme finestra. La mia parte preferita. Da lì entrava luce e vita, ma anche il riflesso della pioggia argentea nelle notti invernali più intense.
Sul tavolino in vetro una tazza di caffè amaro ancora fumante e qualcuno dei suoi vinili 33 giri preferiti dalle copertine consumate e un po' sbiadite.
La sua camicia bianca appoggiata sulla sedia, mentre la radio trasmetteva "Come rain or come shine" di Billie Holiday. E tra quelle note avvolgenti ed estranianti ricordo ancora la sua testa sulla mia pancia che seguiva il ritmo accelerato del mio respiro. Non mi muovevo, me ne restavo totalmente immobile per la paura di interrompere l'attimo. Quell'attimo che, inutile dirlo, spazzava via ogni dettaglio.



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