Tra chiaroscuri, molleggianti ombre, trasparenze fisiche, idee vane; con piacere scopro negli occhi di qualcuno, negli angoli di un qualsiasi luogo, attraverso una finestra, tagliando oltre.. quel balliore, quel riflesso che stupisce ancora.Oggi ancor di più.
Good Morning - Midnight -
I'm coming Home -
Day - got tired of Me -
How could I - of Him?
Sunshine was a sweet place -
I liked to stay -
But Morn - didn't want me - now -
So - Goodnight - Day!
I can look - can't I -
When the East is Red?
The Hills - have a way - then -
That puts the Heart - abroad -
You - are not so fair - Midnight -
I chose - Day -
But - please take a little Girl -
He turned away!
Buongiorno – Mezzanotte -
Sto tornando a Casa -
Il Giorno – si è stancato di Me -
Come potrei Io – di Lui?
La luce del sole era un dolce luogo -
Mi piaceva starci -
Ma il Mattino – non mi voleva – ormai -
Così – Buonanotte – Giorno!
Posso guardare – dai -
Quando è Rosso ad Oriente?
Le Colline – hanno un aspetto – allora -
Che fa traboccare – il Cuore -
Tu – non sei così bella – Mezzanotte -
Io scelsi – il Giorno -
Ma – per favore prendi una Ragazzina -
Che Lui ha cacciato via!
(Emily Dickinson - Good Morning-Midnight )
martedì 30 marzo 2010
sabato 27 marzo 2010
E' solo il modo in cui sorrido
“I think it’s dark and it looks like rain” you said
“and the wind is blowing like it’s the end of the world” you said
“and it’s so cold it’s like the cold if you were dead”
and then you smiled for a second.
“I think i’m old and I’m in pain” you said
“and it’s all running out like it’s the end of the world” you said
“and it’s so cold it’s like the cold if you were dead”
and then you smiled for a second
sometimes you make me feel
like I’m living at the edge of the world
like I’m living at the edge of the world
“it’s just the way I smile” you said
(Plainsong-The Cure)
giovedì 25 marzo 2010
Quei luoghi del niente
Ci sono punti nel tempo in cui decido
di essere assente anche da quei luoghi
che conducono al niente e confido
che tutto di me non trabocchi dal confine
che circoscrive l’immobile e l’invisibile.
Ho pensato di non andare più da nessuna parte
non prima d’aver imparato a muovermi sul posto
colmando vuoti d’aria e lacune nel terreno
che danno forma allo spazio di ciascuno.
Basterà una leggera rotazione
per entrare in collisione con
la meraviglia dell’essere d’ogni cosa.
(Barbara Pietroni)
di essere assente anche da quei luoghi
che conducono al niente e confido
che tutto di me non trabocchi dal confine
che circoscrive l’immobile e l’invisibile.
Ho pensato di non andare più da nessuna parte
non prima d’aver imparato a muovermi sul posto
colmando vuoti d’aria e lacune nel terreno
che danno forma allo spazio di ciascuno.
Basterà una leggera rotazione
per entrare in collisione con
la meraviglia dell’essere d’ogni cosa.
(Barbara Pietroni)
giovedì 18 marzo 2010
Sola e seduta nella terrazza a oriente
Se mai, per caso, rivolgi a me il pensiero,
immagina che io scriva un canto
quando la sera piovosa diffonde ombra sul fiume,
trascinando lenta la sua luce offuscata,
quando lo spazio del giorno è troppo breve
per il lavoro e l'ozio.
Sarai sola e seduta nella terrazza a oriente,
io canterò dalla stanza semibuia.
L'umido profumo delle foglie entrerà dalle finestre
avvicinandosi il crepuscolo,
mentre il vento urlerà la sua ira
nel boschetto dei cocchi.
Quando nella stanza sarà portata la lampada accesa
io andrò via. Tu forse allora ascolterai la notte,
e, anche se io tacerò, sentirai la mia canzone.
(Rabindranath Tagore)
immagina che io scriva un canto
quando la sera piovosa diffonde ombra sul fiume,
trascinando lenta la sua luce offuscata,
quando lo spazio del giorno è troppo breve
per il lavoro e l'ozio.
Sarai sola e seduta nella terrazza a oriente,
io canterò dalla stanza semibuia.
L'umido profumo delle foglie entrerà dalle finestre
avvicinandosi il crepuscolo,
mentre il vento urlerà la sua ira
nel boschetto dei cocchi.
Quando nella stanza sarà portata la lampada accesa
io andrò via. Tu forse allora ascolterai la notte,
e, anche se io tacerò, sentirai la mia canzone.
(Rabindranath Tagore)
martedì 2 marzo 2010
Varie varie-tà
lunedì 1 marzo 2010
martedì 9 febbraio 2010
E la sera si fa mattina
Stessa ora; le sette e mezzo, minuto più minuto meno.Stessa strada dal posto in cui lavoro fino alla macchina, stesse persone che a quell'ora incrocio quasi ogni sera, stesso parcheggio, stesso senso di sollievo, la solita occhiatina veloce alla vetrina di quella libreria di passaggio.Insomma, solita vita.Solita noiosa vita.Se non fosse stato per quella musica suonata al pianoforte che mi ha raggiunto, così all'improvviso, quando ormai stavo già per salire in macchina e andarmene.Non sono riuscita a capire da dove provenisse di preciso, sicuramente da una casa non troppo vicina a me, dato che il suono era tenue e a volte incostante, ma nonostante ciò mi è venuto istintivo fermarmi e cercare di sentirla meglio.Ed è stato come se stessi ascoltando la sinfonia più bella.E'stato come se la mia giornata stesse iniziando proprio lì, all'angolo della strada, in quel preciso momento.Alle 7.40 di sera.
venerdì 5 febbraio 2010
Wild is the wind
Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso.Per evitarlo cambi l'andatura.E il vento cambia andatura, per seguirti meglio.Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo.Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell'alba.Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te.È qualcosa che hai dentro.Quel vento sei tu.Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci,in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia...
(Haruki Murakami-Kafka sulla spiaggia)

Ironia della sorte oggi è stata una giornata spazzata dal vento.Il vento mi appartiene.I ricordi più belli che io abbia, non sarebbero tali, se non fossero"ventosi".E oggi, con l'aiuto del vento, spero che qualcosa ricominci..
(Haruki Murakami-Kafka sulla spiaggia)

Ironia della sorte oggi è stata una giornata spazzata dal vento.Il vento mi appartiene.I ricordi più belli che io abbia, non sarebbero tali, se non fossero"ventosi".E oggi, con l'aiuto del vento, spero che qualcosa ricominci..
mercoledì 3 febbraio 2010
Vieni, entra e coglimi
Vieni, entra e coglimi, saggiami provami...
comprimimi discioglimi tormentami...
infiammami programmami rinnovami.
Accelera... rallenta... disorientami.
Cuocimi bollimi addentami... covami.
Poi fondimi e confondimi, spaventami...
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami... ardimi bruciami arroventami.
Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgominami poi sgomentami...
dissociami divorami... comprovami.
Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra... riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.
(Patrizia Valduga)
comprimimi discioglimi tormentami...
infiammami programmami rinnovami.
Accelera... rallenta... disorientami.
Cuocimi bollimi addentami... covami.
Poi fondimi e confondimi, spaventami...
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami... ardimi bruciami arroventami.
Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgominami poi sgomentami...
dissociami divorami... comprovami.
Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra... riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.
(Patrizia Valduga)
lunedì 1 febbraio 2010
Sognando altrove
Ebbene si, come la protagonista del film di stasera, ho ballato sulle note di questa canzone e me ne sono fregata.E'stato un pò come prendere la mia sedia preferita e trascinarla con forza fino al bordo del mare.Sedersi, accavallare le gambe, e osservare.Con calma, senza fretta.Fino a farsi esplodere sulle labbra un enorme, sincero sorriso, proiettato in avanti.E la realtà alle spalle.
Del resto mancano solo due settimane prima di potermi abbandonare all'algido vento dell'Est.
A voi la canzone, senza alcun motivo preciso, artefice di questi malsani pensieri notturni e di questa "ballata" attorno al fuoco ardente dell'evasione.
(The Troggs-With a girl like you)
Del resto mancano solo due settimane prima di potermi abbandonare all'algido vento dell'Est.
A voi la canzone, senza alcun motivo preciso, artefice di questi malsani pensieri notturni e di questa "ballata" attorno al fuoco ardente dell'evasione.
(The Troggs-With a girl like you)
giovedì 28 gennaio 2010
Sempre..
lunedì 25 gennaio 2010
Nazim Hikmet : Nella casa addormentata
Nella casa addormentata in quest’alba
la luce che si muove al secondo piano
è una stella rimasta lassù
sono sceso senza rumore
per la scala
sono andato attraverso il giardino
fino al bosco di faggi
nella freschezza calma di quest’alba
negli alberi la tenerezza
di una giovane madre
e a passi lenti sul ponte di pietra
la partenza.
la luce che si muove al secondo piano
è una stella rimasta lassù
sono sceso senza rumore
per la scala
sono andato attraverso il giardino
fino al bosco di faggi
nella freschezza calma di quest’alba
negli alberi la tenerezza
di una giovane madre
e a passi lenti sul ponte di pietra
la partenza.
sabato 16 gennaio 2010
mercoledì 13 gennaio 2010
"A" fugace
"La A di Amore è una lettera con fianco di ascesa rapido e con supremo culmine.Al picco dell'unico vertice segue precipitosa la discesa e si ritorna a terra.Strada di andata e di ritorno sono congiunte al mezzo da una breve scorciatoia che ti risparmia strepiti e dolori ma ti priva della vetta.
Se ti siedi sopra ti pungi il sedere,se solo ti appoggi resti obliquo.Dunque non è un piedistallo nè un luogo di ristoro per indecisi, può darsi sia solo una toccata e fuga al paradiso."
(Stefania Piloni-Prima di questo letto)
Se ti siedi sopra ti pungi il sedere,se solo ti appoggi resti obliquo.Dunque non è un piedistallo nè un luogo di ristoro per indecisi, può darsi sia solo una toccata e fuga al paradiso."
(Stefania Piloni-Prima di questo letto)
martedì 12 gennaio 2010
Non c'è bisogno di titoli

"Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti.
Di parole.Di parole scelte sapientemente.
Di fiori detti pensieri.
Di rose dette presenze.
Di sogni che abitino gli alberi.
Di canzoni che facciano danzare le statue.
Di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti.
Ho bisogno di Poesia.
Questa magia che brucia la pesantezza delle parole,che risveglia le emozioni e dà colori nuovi".
(Non ho bisogno di denaro-Alda Merini)
sabato 9 gennaio 2010
Bob Dylan-Lay Lady Lay
Lay, lady, lay, lay across my big brass bed
Lay, lady, lay, lay across my big brass bed
Whatever colors you have in your mind
I'll show them to you and you'll see them shine
Lay, lady, lay, lay across my big brass bed
Stay, lady, stay, stay with your man awhile
Until the break of day, let me see you make him smile
His clothes are dirty but his hands are clean
And you're the best thing that he's ever seen
Stay, lady, stay, stay with your man awhile
Why wait any longer for the world to begin
You can have your cake and eat it too
Why wait any longer for the one you love
When he's standing in front of you
Lay, lady, lay, lay across my big brass bed
Stay, lady, stay, stay while the night is still ahead
I long to see you in the morning light
I long to reach for you in the night
Stay, lady, stay, stay while the night is still ahead
mercoledì 6 gennaio 2010
Svariati ricordi, ricordi svariati
C'è odore di umido in questa stanza, di pagine dimenticate, di fotografie in un cassetto, di vecchi ricordi da rispolverare. Di muffins appena sfornati e della moquette marrone di quel locale in centro che mi piacque tanto. Ricordo quella sera a San Francisco in un elegante ristorante dove servivano solo sushi, la passeggiata in bicicletta a Santa Monica, e la sera in quel luna park sul pontile. Solo noi tre e l'oceano sotto i nostri piedi. Mi tornano alla mente le risate, la curiosità, la spensieratezza, il terrore e lo spavento credendo di aver perso mia sorella in uno dei tanti centri commerciali della metropoli, e il sollievo subito dopo, quando mi abbracciò alle spalle. Ho scavate nella memoria svariate immagini e particolari di quello come di ogni viaggio successivo che a volte, come se stessi guardando delle vecchie diapositive in bianco e nero, riaffiorano inaspettatamente. Ricordo così gli sguardi, le mani, la frase scritta su un malconcio pezzo di carta dalle dita tremanti di un clochard, probabilmente a causa del troppo freddo. I quadri che più mi hanno colpito in un qualunque locale dove mi sia fermata a mangiare un panino o a bere un veloce caffè magari, i colori delle pareti, l'eterna distesa ed il carismatico azzurro dell'oceano pacifico che in lontananza pareva unirsi in una lieve danza con il cielo sopra di sè, gli occhi di chi andava a lavoro e di chi invece aveva perso ogni speranza, nella loro paurosa, disarmante diversità.
E nonostante stanotte, a distanza di anni, mi ritrovi quà nella mia stanza, se mi soffermo un attimo, è come se sentissi ancora vivo l'odore di menta e di ginepro, di cavalcate al tramonto e di pesci tutti intorno a me.
E allora al prossimo viaggio, compagna nostalgia.

Quanto poco impiega a nascere, la nostalgia. Un attimo, e già scorre come una goccia in bilico su un petalo di rosa, vaporizzando nel cielo il click metallico di un ricordo così vivo che oggi era domani quando non era ancora ieri, ieri.
E nonostante stanotte, a distanza di anni, mi ritrovi quà nella mia stanza, se mi soffermo un attimo, è come se sentissi ancora vivo l'odore di menta e di ginepro, di cavalcate al tramonto e di pesci tutti intorno a me.
E allora al prossimo viaggio, compagna nostalgia.

Quanto poco impiega a nascere, la nostalgia. Un attimo, e già scorre come una goccia in bilico su un petalo di rosa, vaporizzando nel cielo il click metallico di un ricordo così vivo che oggi era domani quando non era ancora ieri, ieri.
domenica 3 gennaio 2010
Domando e mi rispondo
Non mi và di scrivere grandi cose, non stasera almeno. Sono le tre e nonostante domani sia l'unico giorno libero che ho all'interno della settimana, stronza come mi ritrovo, sto già crollando su questa tastiera. Avrei intenzione di scrivere semplicemente la prima cosa che mi passa per la testa, stanotte, come cinque giorni fa, come esattamente anche dieci anni fa, da quando da bambina mi sporsi dalla porta di camera e vidi mancare qualcosa; quel qualcosa o meglio quel qualcuno di cui non avevo mai pensato di poterne fare a meno. Fino a quel momento per lo meno. Da lì salutai i miei sogni, i miei capricci, i miei vizi. Fui catapultata con velocità immensa in quella fase di vita in cui mi trovo tuttora e di cui, adesso, posso ritenermi fiera di farne parte. Parlando appunto con un amico, qualche giorno fa, concordavamo sul fatto che non ci sia soddisfazione maggiore del sapersela cavare da soli, in ogni luogo e in ogni circostanza, per quanto la cosa talvolta possa dimostrarsi ardua da portare avanti.
E così, eccomi quà; più proiettata sui 26 che i 25, con la mia solita faccia da culo, i capelli che hanno rinunciato a trovare poso, o meglio c'ho rinunciato io per loro, e fresca di una seconda iscrizione universitaria, dopo una carriera stroncata subito in partenza alla facoltà di giurisprudenza. Nonostante svariati tentativi e alcuni esami superati, capii fin da subito, o per lo meno non appena mi resi conto che avrei dovuto imparare a memoria più numeri lì che ad una qualunque facoltà scientifica, che non era assolutamente la scelta più congeniale al mio modo di essere e al futuro che avrei voluto. Ed oltre a ciò, eccomi anche con il mio lavoro, grazie al quale posso permettermi di coltivare le mie reali passioni. Quelle piccole cose in grado di farmi sentire viva, di farmi vibrare il cuore e l'anima. Sono le più fugaci, quelle a cui dedico meno tempo, ma di sicuro le più indispensabili.
Facendola breve, e tornando in realtà a quell'unica frase che avrei voluto postare stasera, mi viene da pormi una domanda e di rispondermi anche.
La vita, in fondo che cos'è? Mi vien da dire un'immensa, illusoria cazzata da prendere con filosofia. Estrema filosofia.
I miei complimenti a chi ci riesce.
E così, eccomi quà; più proiettata sui 26 che i 25, con la mia solita faccia da culo, i capelli che hanno rinunciato a trovare poso, o meglio c'ho rinunciato io per loro, e fresca di una seconda iscrizione universitaria, dopo una carriera stroncata subito in partenza alla facoltà di giurisprudenza. Nonostante svariati tentativi e alcuni esami superati, capii fin da subito, o per lo meno non appena mi resi conto che avrei dovuto imparare a memoria più numeri lì che ad una qualunque facoltà scientifica, che non era assolutamente la scelta più congeniale al mio modo di essere e al futuro che avrei voluto. Ed oltre a ciò, eccomi anche con il mio lavoro, grazie al quale posso permettermi di coltivare le mie reali passioni. Quelle piccole cose in grado di farmi sentire viva, di farmi vibrare il cuore e l'anima. Sono le più fugaci, quelle a cui dedico meno tempo, ma di sicuro le più indispensabili.
Facendola breve, e tornando in realtà a quell'unica frase che avrei voluto postare stasera, mi viene da pormi una domanda e di rispondermi anche.
La vita, in fondo che cos'è? Mi vien da dire un'immensa, illusoria cazzata da prendere con filosofia. Estrema filosofia.
I miei complimenti a chi ci riesce.
giovedì 31 dicembre 2009
A modo suo
Quando la gente ti dirà che hai sbagliato… e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fregatene. Ricordatene. Devi fregartene. Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita… non sono quelli gli errori… quella è vita… e la vita vera magari è proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca… io questo l’ho capito, il mondo è pieno di gente che gira in tasca con le sue piccole biglie di vetro… le sue piccole tristi biglie infrangibili… e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo… sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino… ci si vede dentro tanta di quella roba… è una cosa che ti mette l’allegria addosso… non smetterla mai… e se un giorno scoppieranno, anche quella sarà vita, a modo suo… meravigliosa vita.
(Alessandro Baricco-Castelli di rabbia)
(Alessandro Baricco-Castelli di rabbia)
domenica 27 dicembre 2009
Come vi pare
Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l’unico problema. Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi piega a terra, dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi.
E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull’erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l’ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento, alle stelle, agli uccelli, all’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è; e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l’orologio, vi risponderanno: “E’ ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare.”
(C.Baudelaire-Lo Spleen di Parigi)
E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull’erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l’ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento, alle stelle, agli uccelli, all’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è; e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l’orologio, vi risponderanno: “E’ ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare.”
(C.Baudelaire-Lo Spleen di Parigi)
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