domenica 29 agosto 2010

Qualcosa di importante

La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla
nel vento;

e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.
(Wislawa Szymborska)


sabato 28 agosto 2010

Sogni dentro un poster

Poco fa osservavo il poster che ho appeso sopra il letto, e come in uno dei migliori sogni o forse in un momento di estrema lucidità, in cui inconsciamente ogni desiderio e volontà si fa all'improvviso nitido, mi sono vista seduta sul sedile posteriore di quel classico taxi newyorkese, sommersa dal traffico caotico della Quinta Strada. Subito dietro il finestrino leggermente oscurato, mi sono immaginata con i capelli un pò sgrendinati dal vento, in mano uno di quei tipici bicchieroni di carta con dentro uno pseudo caffè e lo sguardo perso tra passanti, edifici e un'infinità di folcloristici cartelloni pubblicitari. Via, veloce, diretta verso chissà quale "dove".
Intanto, in quella giornata afosa e in quel vecchio mezzo pregno dell'odore acre della pelle consumata della tappezzeria, una radio un pò gracchiante trasmetteva "Just in time" di Nina Simone, mentre una folata di vento entrava, scuotendo bruscamente i fogli riposti nelle tascone del sedile. Una ventata, inaspettata e amara perchè oltre a travolgere i miei stati d'animo, mi riconduceva violentemente alla realtà.

E così, abbandonato il sogno e precipitata di nuovo nella mia stanza, mi ascolto un pò di soul e mi chiedo di cosa ho bisogno.



(Just in time - Nina Simone)

venerdì 27 agosto 2010

L' indaco

Non angosciarti più
che bisogno c'è
quando partono le rondini
lasciale andare

non domandare più
che ragione c'è
quando passa il carro funebre
fallo passare

e non buttarti giù
che in fin dei conti c'è
un azzurro che fa piangere
oltre le nubi

e non soffrire più
che in fondo forse c'è
al di là di Gibilterra
un indaco mare
(L'indaco - Baustelle)


giovedì 26 agosto 2010

I will swallow the sun




There's no savin' anything
Now we're swallowing the shine of the sun
There's no savin' anything
I will swallow the sun

But I won't be no runaway
'Cause I won't run
No, I won't be no runaway

What makes you think I'm enjoying being led to the flood
We got another thing comin' undone
And it's taking us over

We don't bleed when we don't fight
Go ahead, go ahead
Throw your arms in the air tonight
We don't bleed when we don't fight
Go ahead, go ahead
Lose our shirts in the fire tonight

What makes you think I'm enjoying being led to the flood
We got another thing comin' undone

But I won't be no runaway
'Cause I won't run
No, I won't be no runaway
'Cause I won't run
No, I won't be no runaway

What makes you think I'm enjoyin' being led to the flood
We got another thing comin' undone
And it's taking us over

We don't bleed when we don't fight
Go ahead, go ahead
Throw your arms in the air tonight
We don't bleed when we don't fight
Go ahead, go ahead
Lose our shirts in the fire tonight

What makes you think I'm enjoying being led to the flood
We got another thing comin' undone
We got another thing comin' undone
And it's taking forever

I'll go bravin' everything
With you swallowing the shine of the sun
I'll going bravin' everything
Through the shine of the sun

But I won't be no runaway
'Cause I won't run
No I won't be no runaway
'Cause I won't run
No I won't be no runaway

What makes you think I'm enjoying being led to the flood
We got another thing comin' undone
And it' takin' us over

We don't bleed when we don't fight
Go ahead, go ahead
Throw your arms in the air tonight
We don't bleed when we don't fight
Go ahead, go ahead
Lose our shirts in the fire tonight

What makes you think I'm enjoying being led to the flood
We got another thing comin' undone
We got another thing comin' undone
And it's taking us over

And it's taking forever
(Runaway - The National)

martedì 24 agosto 2010

Laddove finiscono le dita

E poi sorpreso dai vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta."
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.
(Amico fragile - Fabrizio De Andrè)

lunedì 16 agosto 2010

Isn't it good, Norwegian wood?

- Suona "Norwegian Wood", - disse Naoko.
Reiko andò in cucina a prendere un salvadanaio a forma di maneki-neko, e Naoko vi infilò una moneta da cento yen che aveva tirato fuori dal borsellino.
- Eh? Che significa? - chiesi.
- Abbiamo questa regola: ogni volta che richiedo "Norwegian Wood" devo mettere cento yen qui dentro, - spiegò Naoko. - Lo faccio per questa canzone, perchè è la mia preferita. Più che una richiesta è una preghiera.
(Norwegian Wood - Murakami Haruki)



I once had a girl,
or should I say she once had me?
She showed me her room,
isn't it good, Norwegian wood?
She asked me to stay and she told me to sit anywhere,
So I looked around and I noticed there wasn't a chair.
I sat on a rug,
biding my time, drinking her wine.
We talked until two
and then she said "It's time for bed".
She told me she worked in the morning and started to laugh.
I told her I didn't and crawled off to sleep in the bath.
And when I awoke
I was alone, this bird had flown.
So I lit a fire,
isn't it good, Norwegian wood?
(Norwegian Wood - The Beatles)

domenica 15 agosto 2010

Strade senza punto di arrivo

Strade svariate. Lineari, scorrevoli, a volte insidiose, a volte facili, che conducono ai sentimenti o te ne allontanano. Strade lasciate indietro da un tassista forse troppo logorroico. Vie da percorrere su un treno sudicio e maleodorante. Oppure in alto, in volo, tra cieli tersi e infiniti, accanto a chiunque. Quel chiunque che, inaspettatamente, scoprirai tuo complice nell'assistere a scene che mai ti saresti aspettato. Come il sorgere improvviso del sole, proprio lì.. accanto al tuo finestrino, tra quelle grigie distese cumuliformi.
E tra queste varietà, nella vita ho solo un augurio da potermi fare. Quello di "percorrere" e di non smetterla mai di "cercare". Senza paure, senza remore. Fin quando vorrò. Fino al mio arrivo. Se mai ci sarà.
Intanto, vado.

sabato 14 agosto 2010

How are you feeling?


(KaiserCartel - Okay)

Una canzone che trovo intensa e particolare.. proprio come te.
Penso potrebbe piacerti, se tu non la conoscessi già. Ciao Andre..

martedì 10 agosto 2010

Wonderful tonight

Fuori sta soffiando un vento leggero e tiepido, mentre dentro ogni cosa galleggia nel buio e nel silenzio più totale. Riesco a sentire a malapena il motore lontano di qualche macchina veloce. E per certi versi, mi sembra di essere già a settembre. Uno dei mesi che amo di più. Del resto, per una malinconica senza speranza come me, non potrebbe essere altrimenti. L'estate è troppo scontata, sempre piena di grandi aspettative che regolarmente non si realizzano mai.
Sono sdraiata sul letto. Quel piccolo letto sotto le due finestre. Una zanzara non la finisce, attraverso la tenda semichiusa, di cercare la sua via di fuga. Io, la mia, la sto inseguendo attraverso i miei mille pensieri. Decido di fumarmi una sigaretta, l'ultima; mentre in sottofondo una "Wonderful tonight" di Eric Clapton mi accompagna tra ragionamenti e pensieri sparsi. Penso così al prossimo viaggio. Al Vietnam. Al fatto che me ne innamorerò, non tanto per i posti ma per le persone che lo abitano, per i colori, per l'umanità negli occhi della gente, e perchè no.. anche per quei cappelli leggermente appuntiti. Penso agli studi da riprendere. Al contratto che finisce e ad un suo eventuale rinnovo. E penso a lui. Lui, che ho incrociato poco fa, nel locale di sempre. Ero seduta al bancone con alcune amiche, quando all'improvviso l'ho visto entrare. Non ci incontravamo già da un pezzo ed è stata una sorpresa trovarlo lì, proprio stasera. Anzi, direi che è stato un vero e proprio schianto, senza nemmeno avere il tempo di rallentare. Ci siamo salutati con un leggero cenno della testa e un sorriso appena disegnato. Vista l'ora tarda, ho bevuto l'ultimo sorso del mio bicchiere per poi avviarmi verso la macchina. Prima di uscire, mi sono fermata un'istante sulla porta, ho avvolto il foulard intorno al collo e mi sono voltata un'ultima volta. E a quel punto è bastato quell'unico sguardo per dirci tutto. Tutto quello che non avrei voluto ricordare.
E già, perchè era proprio l'agosto di nove anni fà quando ti presentasti con la tua solita aria decisa e strafottente e mi riaccompagnasti a casa in motorino dopo la festa. Quando mi bastava averti accanto per sentirmi terribilmente bene. Quando mi tremavano le gambe per l'emozione di vederti nonostante il trascorrere del tempo. E poi c'erano quelle interminabili notti, passate in macchina a contemplare panorami sfumati dalle infinite sensazioni che ci avvolgevano in quegli anni. E in tutto questo tempo trascorso, non hai fatto altro che portarle con te quelle giornate piene, quelle risate vere, le emozioni più viscerali e i ricordi.. quelli più vicini al cuore. Ti sei portato via tutte le risposte.
Intanto la radio sta trasmettendo l'ultima parte della canzone, faccio appena in tempo ad accorgermene e a pensare che stanotte, non poteva esserci pezzo più azzeccato di questa "Wonderful tonight".

























It's late in the evening; she's wondering what clothes to wear.
She puts on her make-up and brushes her long blonde hair.
And then she asks me, "Do I look all right?"
And I say, "Yes, you look wonderful tonight."

We go a party and everyone turns to see
This beautiful lady that's walking around with me.
And then she asks me, "Do you feel all right?"
And I say, "Yes, I feel wonderful tonight."

I feel wonderful because I see
The love light in your eyes.
And the wonder of it all
Is that you just don't realize how much I love you.

It's time to go home now and I've got an aching head,
So I give her the car keys and she helps me to bed.
And then I tell her, as I turn out the light,
I say, "My darling, you were wonderful tonight.
Oh my darling, you were wonderful tonight."
( Wonderful tonight - Eric Clapton)

giovedì 5 agosto 2010

Look on down from the bridge

Look on down from the bridge
There's still fountains down there
Look on down from the bridge
It's still raining, up here

Everybody seems so far away from me
Everybody just wants to be free
Look away from the sky
It's no different when you're leaving home

I can't be the same thing to you now
I'm just gone, just gone
How could I say goodbye
How could I say goodbye
Goodbye

Maybe I'll just place my hands over you
And close my eyes real tight
There's a light in your eyes
And you know, yeah, you know
Look on down from the bridge
I'm still waiting for you
(Look on down from the bridge - Mazzy Star)




Non c'è niente da fare. Certe canzoni, le ascolti una volta e già ti trascinano con sè.

lunedì 2 agosto 2010

Cinque minuti possono bastare






















(Foto di Bruno Belcastro)


Non c'è più bella compagnia, anche se dorme e sei costretto a scendere ancor prima che si svegli. Certe persone è un piacere anche solamente trovarsele di fronte. In una delle infinite corse della vita. Anche di soli cinque minuti.

sabato 31 luglio 2010

Come in una lieve danza

Sono seduta al solito tavolino, quello vicino alla finestra che si affaccia sulla strada e che per questo mi piace tanto.

E' piena estate, ma con la mente sono tornata un attimo indietro, fino all'autunno di non pochi anni fa. Ricordo ancora l'inconfondibile odore del suo dopobarba, dell'erba appena tagliata e dell'aria quasi aspra della sera. Ero sulle spalle di mio nonno, avevo sei anni e un senso di infinita felicità che, da lassù, mi sembrava quasi di poter toccare con mano.

Adesso sono cresciuta, e certe situazioni è difficile riviverle ma adoro ricordarle. Sono come una lieve danza; girano e rigirano ininterrottamente in testa e basta un nulla, anche un minimo particolare, per farle riaffiorare. Come quel bambino che, poco fà, era seduto vicino a me insieme ai suoi nonni a cui chiedeva di giocare. E per un attimo mi è sembrato come se l'intera bellezza del mondo si stesse schiudendo proprio in quel momento, a pochi centimetri da me.

Ho sorriso, ho tirato giù il mio caffè un pò più amaro del solito, e ho ripreso il discorso da dove lo avevo interrotto. Ma la mente l'ho lasciata ancora un pò lì, sulle sue spalle larghe.. avvolta in quell'inebriante turbinio di felicità, malinconia, sorrisi e foglie autunnali.


Berenice
My hands my feet are worn
As much as yours are
And though my head my hands my heart are forming
They still feel worlds apart

Berenice
Beneath it all you´re golden
And that´s all I´m feeding on
And though my head my hands are growing colder
We move circles now

Berenice there´s no release at all
That´s not worth dying for

Berenice
My hands my feet are worn
As much as yours are

Berenice there´s no release at all
That´s not worth dying for
And it´s not for our desires but our design that we all fall apart

Berenice there´s no release at all
It´s worthless crying for
And though my ............ ........´cause we all fall down
( The leavers dance - The Veils :) )

lunedì 26 luglio 2010

Ti si sta vedendo l'altra

Ti si sta vedendo l'altra.
Somiglia a te:
i passi, la stessa fronte aggrondata,
gli stessi tacchi alti
tutti macchiati di stelle.
Quando andrete per la strada
insieme, tutte e due,
che difficile sapere
chi sei, chi non sei tu!
Così uguali ormai, che sarà
impossibile continuare a vivere
così, essendo tanto uguali.
E siccome tu sei la fragile,
quella che appena esiste, tenerissima,
sei tu a dover morire.
Tu lascerai che ti uccida,
che continui a vivere lei,
la falsa tu, menzognera,
ma a te così somigliante
che nessuno ricorderà
tranne me, ciò che eri.
E verrà un giorno
- perché verrà, sì, verrà -
in cui guardandomi negli occhi
tu vedrai
che penso a lei e che la amo:
e vedrai che non sei tu.
(Ti si sta vedendo l'altra - Pedro Salinas)

sabato 24 luglio 2010

Il mio cardiogramma

Sotto la pioggia camminava la primavera
con i suoi piedi esili e lunghi sull'asfalto di Mosca
chiusa tra gli pneumatici i motori le stoffe le pelli
il mio cardiogramma era pessimo quel giorno
quel che si attende verrà in un'ora inattesa
verrà tutto da solo
senza condurre con sè
coloro che già partirono
suonavano il primo concerto di Ciajkowskj sotto la pioggia
salirai le scale senza di me
un garofano sta all'ultimo piano della casa al balcone
sotto la pioggia camminava la primavera
con i suoi piedi esili e lunghi sull'asfalto di Mosca
ti sei seduta di fronte a me non mi vedi
sorridi a una tristezza che fuma lontano
la primavera ti porta via da me ti conduce altrove
e un giorno non tornerai più ti perderai nella pioggia.
(Sotto la pioggia camminava la primavera - Nazim Hikmet)


domenica 18 luglio 2010

I brividi c'hanno messo un bel pò a scivolare via

Qualche giorno fa camminavo per le vie del centro con un'amica, persa tra chiacchere e qualche sbirciatina alle vetrine, quando ho avuto uno di quegli incontri che senti che ti rimarranno dentro, che in un qualche modo ti segneranno anche negli anni a venire.
E' arrivato in bicicletta, aria apparentemente tranquilla, ma solo apparentemente.. credo. E una maschera trasparente per proteggere la pelle del viso, viva. La vicenda del 29 giugno l'ho seguita da vicino fin da subito, come non si potrebbe del resto. Ma fino ad adesso non mi era mai capitato di imbattermi in qualcuno che ne fosse rimasto così profondamente coinvolto. Quel giovane padre, ne è stato uno dei pochi sopravvissuti e la sua vicenda, pur non conoscendolo personalmente, è stata fin da subito una di quelle che mi ha torturato l'anima. In quella maledetta notte perse la moglie e i due figli. Lui stesso riportò ustioni sul 90 per cento del corpo. L' unico illeso fu il figlio più grande. Mi rimane difficile, quindi, spiegare quello che ho provato trovandomelo di fronte l'altro giorno. Cercava un biglietto di auguri. La commessa gli ha risposto di averli terminati e lui ha sorriso. Ma quanta tristezza nascosta dietro quel sorriso! La gente, mi rendevo conto, non riusciva ad evitare di guardarlo; io l'ho fatto il meno possibile, anzi non l'ho fatto quasi per niente, non volevo disturbarlo. Poi ha ripreso la sua bici e a piedi se ne è andato. L'ho seguito con lo sguardo. Una lacrima è scesa. I brividi, invece, c'hanno messo un bel pò a scivolare via.




(Video di Giancarlo Garbocci)

lunedì 12 luglio 2010

Somewhere in the red, the colours end

In the white I wake up
In the white I die
Somewhere in the red, I see your eyes

In the green I'm out walking
and in the green I live
Somewhere in the red, I have your lips

I dream of a cloud
I dream of you

In the blue I'm rising, like an ocean
and in the blue it's down, I sail
Somewhere in the red, I taste your skin


The girls they loved his face
Cut their fingers and they could not look away
but your son never saw a thing
his eyes wrapped in all these dreams

Coloured cloth in autumn gray
Coloured cloth covered with bloody stains
and without the pain
we learn to love again

My dream to find
My dream come true

In the black I feel you
In the black I sense
Somewhere in the red, the colours end
(Hey Rosetta! - Red song)

venerdì 9 luglio 2010

Ho ripreso a fumare

Succede. Una ogni tanto. Così, sporadica. Semplicemente quando mi và. Quando sei immersa nei tuoi pensieri fino al collo, dentro i tuoi sbalzi d'umore, le indecisioni, il troppo caldo che strappa l'aria da respirare. Quando immagini il tuo futuro, quando sogni un incontro. Quando passeggi da sola e ti godi il contorno, e intanto ripensi al passato in quegli stessi posti che ora vedi con occhi così diversi. Quando, per caso, incroci chi ha fatto parte di quel tuo tempo trascorso, e per questo ti strappa un sorriso. Quando ti fermi al primo bar a bere un caffè, magari in un posto sconosciuto, e ti fissi su quell'anziano con lo sguardo perso nel vuoto, seduto ai tavolini, completamente solo. E pensi che nonostante, la differenza di età, tu in fondo non lo sia di meno. E finisce così, che non riesci nemmeno a leggere mezza riga del quotidiano che ti sei comprata, perchè da certe cose, è inutile, non riesci proprio a distogliere lo sguardo. Ti catturano. Come quando sei in macchina, senza meta, seguendo solo la musica che ti sei scelta. Come prima, che mi ascoltavo gli "Smiths". E con la mente ero già in alto, tra castelli di nuvole e aria.



Take me home tonight
Where there's music and there's people
Who are young and alive
Driving in your car
I never never want to go home
Because I haven't got one anymore

Take me home tonight
Because I want to see people
And I want to see life
Driving in your car
Oh please don't drop me home
Because it's not my home, it's their home
And I'm welcome no more

And if a double-decker bus
Crashes in to us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
And if a ten ton truck
Kills the both of us
To die by your side
Well the pleasure, the privilege is mine

Take me home tonight
Take me anywhere, I don't care
I don't care, I don't care
And in the darkened underpass
I thought Oh God, my chance has come at last
But then a strange fear gripped me
And I just couldn't ask

Take me home tonight
Oh take me anywhere, I don't care
I don't care, I don't care
Driving in your car
I never never want to go home
Because I haven't got one
No, I haven't got one

And if a double-decker bus
Crashes in to us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
And if a ten ton truck
Kills the both of us
To die by your side
Well the pleasure, the privilege is mine

There is a light that never goes out
There is a light that never goes out
There is a light that never goes out
There is a light that never goes out
(The Smiths - There is a light that never goes out)

martedì 6 luglio 2010

Settembre che arriva

Appena sotto la finestra e la persiana chiusa leggermente, giusto per far passare quel soffio di vento, ci sono io che leggo il mio libro, prima di andarmene a lavoro. Un bicchiere di vino bianco sul comodino. In attesa di un settembre non poi così lontano.


domenica 27 giugno 2010

Inunqualunquegiorno

C'era la pioggia che scendeva forte, quel giorno. E, ad ogni goccia, l'asfalto si tingeva di un colore quasi argenteo. Ero immersa nel mio cappotto lungo, in un cappello di lana e in un paio di guanti del solito colore. Mi mancava solo l'ombrello. Dalla fretta di uscire, la cosa più utile era ovvio che me la fossi dimenticata. Sbirciai, allora, tra alcune bancarelle sparse qua e là, in cerca di uno nuovo da acquistare. Blu, grigio, rosso, forse verde. Ma alla fine pensai che non era tanto importante il colore e presi così il primo che mi trovai davanti. Tanto, già sapevo che l'avrei dimenticato al primo bar. E' un po' il destino di tutti gli ombrelli quello di essere lasciati in un qualsiasi angolo di un qualunque posto. Quella mattina poi ci si metteva pure un umore particolarmente danzante.
E così, una volta uscita dal locale, mi ritrovai a saltarellare da sotto un terrazzo all'altro per cercare di bagnarmi il meno possibile. Solo dopo alcuni minuti mi ricordai dell'ombrello comprato poco prima. Ma ormai ero lontana. Scossi l'acqua dalla frangetta, ripresi a camminare, sorrisi e mi nascosi dietro una sigaretta. Pioggia o no, c'erano i miei mille desideri ad attendermi all'angolo. E non potevo tardare.

giovedì 24 giugno 2010

Se una notte d' inverno un viaggiatore..

“Già nell’improvvisazione confusa del primo incontro si legge il possibile avvenire di una convivenza. Oggi siete l’uno oggetto della lettura dell’altro, ognuno legge nell’altro la sua storia non scritta. Domani, Lettore e Lettrice, se sarete insieme, se vi coricherete nello stesso letto come una coppia assestata, ognuno accenderà la lampada al suo capezzale e sprofonderà nel suo libro; due letture parallele accompagneranno l’approssimarsi del sonno; prima tu poi tu spegnerete la luce; reduci da universi separati, vi ritroverete fugacemente nel buio dove tutte le lontananze si cancellano, prima che sogni divergenti vi trascinino ancora tu da una parte e tu dall’altra. Ma non ironizzate su questa prospettiva d’armonia coniugale: quale immagine di coppia più fortunata sapreste contrapporre?”
(Italo Calvino)

lunedì 21 giugno 2010

Rossoamaro

Comincio. Anche senza sapere dove arrivare. Lascio correre la tastiera. Le dita vanno e i pensieri anche, ancora più rapidi. Dovessi seguire il loro passo, in realtà, non riuscirei a stargli dietro.

Ed è così, che tra le innumerevoli cose, la mente mi torna a quella signora, che conobbi per caso un anno fa, mentre svolgevo un lavoro che non mi piaceva, in un posto che non mi piaceva, con gente che mi piaceva ancora di meno. Ci bastò un sorriso e uno sguardo per capire che nonostante la differenza di età, eravamo fatte della solita fottutissima pasta. Io imprigionata lì dentro, ma con sogni da gigante; lei, probabilmente, in un matrimonio finito da anni ma i sogni, anche se molto tempo prima, erano stati gli stessi. Iniziammo così a chiaccherare come amiche di vecchia data. Dopo qualche giorno tornò anche a trovarmi e riprendemmo da dove eravamo rimaste. Poi, mi licenziai. E non l'ho più rivista. Quella donna dallo sguardo penetrante ma dolce e con addosso i segni di una vita che non ha saputo scherzare. Quella donna dal cappotto di un rosso quasi amaro e dalle mani affusolate. Quella signora, elegante nell'animo, a cui un grazie è assolutamente dovuto.























Mi piace immaginarmela così. Anni fà, con indosso il solito cappotto. Del solito colore. Davanti al mare. Di fronte all'unica cosa, in cui un'anima.. anche la più inquieta.. riesca a perdersi.

domenica 20 giugno 2010

Tra questa moltitudine di stelle.. AUGURI!

"Quando tu sarai vecchia e grigia e piena di sonno e china accanto al fuoco,
tira giù questo libro e lentamente leggilo e sogna del dolce sguardo
che i tuoi occhi ebbero un tempo e delle loro ombre profonde;
quanti amarono i tuoi istanti di lieta grazia e amarono la tua bellezza
con falso e vero amore, ma un solo uomo amò in te l’anima pellegrina
e amò il dolore del tuo mutevole volto, e chinandoti giù verso i tizzoni incandescenti, mormora, un po’ tristemente, quanto amore fuggì e misurò i suoi passi sulle montagne in alto e nascose il suo viso fra una moltitudine di stelle."
(William Butler Yeats)






















A te, che sò essere un'anima un pò pellegrina proprio come me.. dedico questo post e ne approfitto per farti tanti tanti auguri di compleanno!! E, scusami ancora una volta, per il ritardo.. ma ho letto solo ieri la mail :)!

sabato 12 giugno 2010

Succede, così..






















Mi innamoro di certe fotografie. Si, mi innamoro proprio. Forse per l'immensa gratitudine di riuscire a trasportarmi altrove. Anche se per poco, ma non importa.
















Malinconica, l'estate.

giovedì 3 giugno 2010

Impropriamente.. normalità.

Una donna passa per caso all’uscio di un uomo conosciuto due sere prima. Le piace, vuole rivederlo. Suona e lui le apre la porta con un bel viso disteso. Lei scopre così che in un sabato qualunque, alle 15.30 circa, quell’uomo sta leggendo un buon libro, in cucina sta preparando un arrosto, pur senza avere ospiti. Rimane ammaliata dalla scena. Perché?
In un mondo caotico, di gente che non sta ferma un attimo, che ha l’ansia da prestazione, in cui stare da soli è impossibile e se lo fosse sarebbe un inferno, scoprire che l’uomo che ti piace se ne sta tranquillo e sereno in casa sua a leggere, e che se gli suoni ti sorride calmo, gioioso, ti fa entrare, non tenta di spogliarti, ti prepara un caffè, ti parla di qualcosa che non sia banale… Ebbene, questo, che qualcuno chiamerebbe impropriamente ‘normalità’, è una scena affascinante. Ciò che di quell’uomo affascina è che sembra sereno, in equilibrio con se stesso.
(Simone Perotti)

mercoledì 2 giugno 2010

Le cose importanti..

Le coѕe pιù ιмporтanтι
gιaccιono тroppo vιcιne al pυnтo
dov’è ѕepolтo ιl voѕтro cυore ѕegreтo,
coмe ѕegnalι laѕcιaтι
per rιтrovare υn тeѕoro cнe
ι voѕтrι neмιcι ѕareввero ғelιcιѕѕιмι dι porтar vιa.

e poтreѕтe ғare rιvelazιonι
cнe vι coѕтano per poι
ѕcoprιre cнe la genтe vι gυarda ѕтrano,
ѕenza capιre aғғaттo qυello cнe aveтe deттo,
ѕenza capιre percнè vι ѕeмвrava
тanтo ιмporтanтe da pιangere qυaѕι
qυando lo dιcevaтe.
(ѕтepнen ĸιng)


mercoledì 26 maggio 2010

La fille sur le pont

Adèle: Come facciamo? Ci stringiamo la mano, ci baciamo?
Gabor: Ci dimentichiamo.
Adèle: Non le prometto niente.
(La fille sur le pont - Patrice Leconte)

giovedì 20 maggio 2010

E' proprio obbligatorio essere eccezionali?

Quando cercare a tutti i costi una soluzione, evidentemente, non è di per sè la soluzione migliore.
Penso capitino un pò a tutti quanti, chi più.. chi meno, quei momenti della vita in cui si sa di dover compiere una scelta. Quei momenti in cui si avverte di essere come arrivati al traguardo finale di una corsa. Applausi o no, vittoria o sconfitta non importa, quello che conta realmente è ciò che volutamente, o con rammarico, o per forza di cose ti lasci alle spalle e ciò che invece sei pronto ad abbracciare. Importa che si chiude un ciclo e si viene proiettati meccanicamente in un altro. Forse migliore, forse peggiore, nessuno può saperlo. E non importa nemmeno quanto tu sia pronto o no a tutto questo. Avviene e basta. Magari in un assolato e afoso pomeriggio d'estate o quando tutto appare gelido e desolato. Tutto dipende terribilmente da te, e dalla strada che deciderai di intraprendere. Ed ecco, che in un attimo ti ritrovi lì, così... tra le mani un futuro ignoto che freme, e in testa i dubbi più atroci e lancinanti, a cui sembra impossibile non solo trovare una soluzione, ma pure dare un ordine anche soltanto apparentemente logico.
Alcune volte, mi piace invece farmi cullare dall'idea che la vita altro non sia che il risultato di contorte, spesso bizzarre congiunzioni astrali. Tutto dipenderebbe, dunque, da quello stramaledettissimo destino, dal quale sembrerebbe non esserci alcuna via di fuga, al massimo soltanto qualche momentanea scappatoia.
Così, almeno pare.

Ho mangiato un pò di pesce e una manciata di pepe nero stasera, il tutto condito da una buona dose di inquietudine. Ma anche questo.. è VITA.























"Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. Mai visto niente del genere, a Quinnipak. Ma forse proprio per questo io ci sto bene. A Quinnipak si ha negli occhi l'infinito. Quì, quando proprio guardi lontano, guardi negli occhi di tuo figlio. Ed è diverso.
Non sò come fartelo capire, ma qui si vive al riparo. E non è una cosa spregevole. E' bello. E poi chi l'ha detto che si deve proprio vivere allo scoperto, sempre sporti sul cornicione delle cose, a cercare l'impossibile, a spiare tutte le scappatoie per sgusciare via dalla realtà? E' proprio obbligatorio essere eccezionali?"
(Castelli di rabbia - Alessandro Baricco)

sabato 15 maggio 2010

And I’d follow you down that road..



The house she lived in
Is now all we’re left with
It’ll take a lifetime to pay for this
All the nuns were singin
And the crowds were immense......
All the papers wrote it a different way

those known desires
Her first admirers
who claimed that they were her favourite
but I know that it was
me alone she loved
though i still have nothing to show for it

Ain’t no calling you back
I just want you to know
I have your voice in my head and your frame on the wall.
It all went wrong but I wish you could stay with me
Oh, stay with me

Her brother john says
Aint sure if she’s dead
Or just hiding somewhere away from him
we all still remember
that cold december
with your lawn ablaze and you razor blade drawn

ain’t no calling you back
I just want you to know
I have your voice in my head and your frame on the wall.
It all went wrong but I wish you’d have stayed with me
Have stayed with me

Oh love
When it’s cold love
That’s when I know love
That’s when I know
Oh oh oh ohhh

Well now it all gone
I know I’ll see you in the flowers
Now it’s all done
Ya I’ll lay down there for hours
Now it’s all gone
I can see you in the flowers
Oh honey won’t you come home

I’d offer my soul
If I thought it might help at all
If I thought it might help at all
And I’d follow you down that road
If I thought it might help at all
If I thought it might help at all
(The Veils - The house she lived in)

sabato 8 maggio 2010

Me ne andavo così

Era d'estate.
Quando mi ritrovai a navigare in un buio penetrante.
Tra stelle sperse e purpuree farfalle.
Ogni battito di ali sulla mia pelle.
Me ne andavo così,
tra i riflessi argentei di una luna possente,
e tra venti, tessitori di melodie inebrianti.
Correva quella bambina ormai svanita.
Correva in quello spazio alienante.
Poi, come un nemico silenzioso
che sopraggiunge alle spalle per scagliare il colpo finale,
tutto d'un tratto, il risveglio.

















Rileggendomi, non ne sono molto convinta.

martedì 4 maggio 2010

Il vino perduto

Un giorno nell’Oceano (ma ormai
sotto qual cielo non so),
offerta al nulla gettai
di vino raro un pò…

Chi ti volle perduto, liquore?
Obbedii forse all’indovino?
O forse all’ansia del mio cuore
pensando al sangue, versando il vino?

La sua trasparenza usata
riprese il mare come innanzi chiaro
dopo una venatura rosata.

Perduto il vino, ebbre le onde:
vidi slanciarsi nell’aere amaro
le immagini più profonde.
(Il vino perduto - Paul Valèry)


















Anatoly Zenkov

Quando camminando, si trae consiglio

















Dove stò andando?...

giovedì 29 aprile 2010

On this harvest moon

Come a little bit closer
Hear what I have to say
Just like children sleepin'
We could dream this night away.

But there's a full moon risin'
Let's go dancin' in the light
We know where the music's playin'
Let's go out and feel the night.

Because I'm still in love with you
I want to see you dance again
Because I'm still in love with you
On this harvest moon.

When we were strangers
I watched you from afar
When we were lovers
I loved you with all my heart.

But now it's gettin' late
And the moon is climbin' high
I want to celebrate
See it shinin' in your eye.

Because I'm still in love with you
I want to see you dance again
Because I'm still in love with you
On this harvest moon.
(Neil Young - Harvest Moon)








Pioggia primaverile -
proprio ora le cose
diventano splendide.
(Chiyo-jo)

sabato 24 aprile 2010

Sottosopra

E poi ci sono quei momenti direi quasi inebrianti, fatti soltanto di passaggi veloci di luci soffuse.In cui avresti voglia di salire in macchina, far scivolare la testa fuori dal finestrino, abbandonarti alla tagliente brezza primaverile, e andare così... veloce, sfrontata.
E la vita, capovolta, proiettata in faccia.

Oggi, uno di questi.






















Ecco perchè amo certe vite sottosopra. Godono di una doppia prospettiva.

venerdì 16 aprile 2010

Strange smile

Sono giorni strani.In realtà, svolgo sempre le stesse identiche cose; ma ho iniziato a respirare profumi nuovi dentro di me.Stò attraversando un periodo di indecisioni e decisioni importanti.Mi hanno sempre accusato di non aver mai trovato poso, ma non sono mai stata attratta dal percorrere vie già delineate e scontate.E' bello perdersi.Per poi ritrovarsi ancora più consapevoli.
Stamani mi sono svegliata con in testa una canzone di un gruppo che adoro, i Lali Puna.E con uno strano sorriso a fior di pelle.




"I said I love the way that you smile, don't
smile whenever I watch you"
(Lali Puna - 40 days)

martedì 13 aprile 2010

Another piece

"Chissà quali ricordi si legano alle persone. Quando vai via da un posto, rimangono solo i ricordi che hai lasciato nella vita degli altri. O qualche conto in sospeso. Chissà che ricordo ti lega a me."

Mi riallaccio al post precedente, per parlare di un film che bello o brutto che sia, rimane uno di quelli in cui ti rispecchi, e vederlo diventa come una specie di liberazione. Una catarsi platonica. E'come se, in un certo senso, fosse una proiezione di sè sul monitor di casa, o per lo meno di tutto ciò che si vorrebbe accadesse nella propria vita.
"My blueberry nights", è una continua fotografia. Guardarlo, è come osservare una sequela senza fine di scatti. Scatti in verde e rosso. Scatti offuscati. Scatti improvvisati. Scatti con la coda dell'occhio; senza dubbio i migliori. Spesso si riesce a percepire più in questo modo, che con una visione totale sull'obiettivo. Sono rimasta affascinata dalla fusione dei colori, dalle immagini velate, dalla mano che saluta fuori dal finestrino, come dal sorriso di chi ritrova la persona che aspetta da mesi e dalla musica che accarezza tutto ciò.
Uno di quei film che riguarderesti e riguarderesti. Nonostante il nodo alla gola che sale. Perchè conosci bene il tuo bisogno di attraversare quella strada e senti che ormai il tempo stringe. Del resto non mi dispiacerebbe mangiarmi una fetta di torta ai mirtilli, un domani persa in una qualche parte del mondo.
















"A volte gli altri sono per noi come uno specchio che ci definisce e ci dice come siamo fatti. E ogni volta che rifletto, capisco sempre di più che mi piaccio cosi come sono."

domenica 11 aprile 2010

My Blueberry Nights

..Le mie notti color mirtillo..


mercoledì 7 aprile 2010

Se qualcuno dovesse chiedertelo...

..dì loro che lecco bucce di cocco...



You can hold her hand
And show her how you cry
Explain to her your weakness
So she understands
And then roll over and die

You can brave decisions
Before you crumble up inside
Spend your time asking everyone else's permission
Then run away and hide

Or you can sit on chimneys
Put some fire up your ass
No need to know what you're doing or waiting for
But if anyone should ask
Tell them I've been licking coconut skins
And we've been hanging out
Tell them God just dropped by to forgive our sins
And relieve us our doubt
La la la la la la la...

Oh you can hold her eggs
But your basket has a hole
You can lie between her legs and go looking for
Tell her you're searching for her soul
You can wait for ages
Watch your compost turn to coal
Time is contagious
Everybody's getting old

So you can sit on chimneys
Put some fire up your ass
No need to know what you're doing or looking for
But if anyone should ask
Tell them I've been cooking coconut skins
And we've been hanging out
Tell them God just dropped by to forgive our sins
And relieve us our doubt
La la la la la la la...
(Damien Rice–Coconut Skins)

martedì 30 marzo 2010

Buongiorno, notte

Tra chiaroscuri, molleggianti ombre, trasparenze fisiche, idee vane; con piacere scopro negli occhi di qualcuno, negli angoli di un qualsiasi luogo, attraverso una finestra, tagliando oltre.. quel balliore, quel riflesso che stupisce ancora.Oggi ancor di più.



Good Morning - Midnight -
I'm coming Home -
Day - got tired of Me -
How could I - of Him?

Sunshine was a sweet place -
I liked to stay -
But Morn - didn't want me - now -
So - Goodnight - Day!

I can look - can't I -
When the East is Red?
The Hills - have a way - then -
That puts the Heart - abroad -

You - are not so fair - Midnight -
I chose - Day -
But - please take a little Girl -
He turned away!




Buongiorno – Mezzanotte -
Sto tornando a Casa -
Il Giorno – si è stancato di Me -
Come potrei Io – di Lui?

La luce del sole era un dolce luogo -
Mi piaceva starci -
Ma il Mattino – non mi voleva – ormai -
Così – Buonanotte – Giorno!

Posso guardare – dai -
Quando è Rosso ad Oriente?
Le Colline – hanno un aspetto – allora -
Che fa traboccare – il Cuore -

Tu – non sei così bella – Mezzanotte -
Io scelsi – il Giorno -
Ma – per favore prendi una Ragazzina -
Che Lui ha cacciato via!
(Emily Dickinson - Good Morning-Midnight )

sabato 27 marzo 2010

E' solo il modo in cui sorrido




“I think it’s dark and it looks like rain” you said
“and the wind is blowing like it’s the end of the world” you said
“and it’s so cold it’s like the cold if you were dead”
and then you smiled for a second.

“I think i’m old and I’m in pain” you said
“and it’s all running out like it’s the end of the world” you said
“and it’s so cold it’s like the cold if you were dead”
and then you smiled for a second

sometimes you make me feel
like I’m living at the edge of the world
like I’m living at the edge of the world
“it’s just the way I smile” you said
(Plainsong-The Cure)

giovedì 25 marzo 2010

Quei luoghi del niente

Ci sono punti nel tempo in cui decido
di essere assente anche da quei luoghi
che conducono al niente e confido
che tutto di me non trabocchi dal confine
che circoscrive l’immobile e l’invisibile.

Ho pensato di non andare più da nessuna parte
non prima d’aver imparato a muovermi sul posto
colmando vuoti d’aria e lacune nel terreno
che danno forma allo spazio di ciascuno.
Basterà una leggera rotazione
per entrare in collisione con
la meraviglia dell’essere d’ogni cosa.
(Barbara Pietroni)

giovedì 18 marzo 2010

Sola e seduta nella terrazza a oriente

Se mai, per caso, rivolgi a me il pensiero,
immagina che io scriva un canto
quando la sera piovosa diffonde ombra sul fiume,
trascinando lenta la sua luce offuscata,
quando lo spazio del giorno è troppo breve
per il lavoro e l'ozio.
Sarai sola e seduta nella terrazza a oriente,
io canterò dalla stanza semibuia.
L'umido profumo delle foglie entrerà dalle finestre
avvicinandosi il crepuscolo,
mentre il vento urlerà la sua ira
nel boschetto dei cocchi.
Quando nella stanza sarà portata la lampada accesa
io andrò via. Tu forse allora ascolterai la notte,
e, anche se io tacerò, sentirai la mia canzone.
(Rabindranath Tagore)

martedì 2 marzo 2010

Varie varie-tà

Io e le mille sfaccettature della vita.Io e le venti persone ferme al mio stesso semaforo rosso.Le venti persone, e l'unico universo a me conoscibile.Perchè è, attraversando il viale di fretta, e guardando bene tra quelle facce, che si scopre la vita, e le sue pieghe.


lunedì 1 marzo 2010

Sometimes, in some places

succede che ci sia qualcosa che, inspiegabilmente, mi emoziona.






martedì 9 febbraio 2010

E la sera si fa mattina

Stessa ora; le sette e mezzo, minuto più minuto meno.Stessa strada dal posto in cui lavoro fino alla macchina, stesse persone che a quell'ora incrocio quasi ogni sera, stesso parcheggio, stesso senso di sollievo, la solita occhiatina veloce alla vetrina di quella libreria di passaggio.Insomma, solita vita.Solita noiosa vita.Se non fosse stato per quella musica suonata al pianoforte che mi ha raggiunto, così all'improvviso, quando ormai stavo già per salire in macchina e andarmene.Non sono riuscita a capire da dove provenisse di preciso, sicuramente da una casa non troppo vicina a me, dato che il suono era tenue e a volte incostante, ma nonostante ciò mi è venuto istintivo fermarmi e cercare di sentirla meglio.Ed è stato come se stessi ascoltando la sinfonia più bella.E'stato come se la mia giornata stesse iniziando proprio lì, all'angolo della strada, in quel preciso momento.Alle 7.40 di sera.

venerdì 5 febbraio 2010

Wild is the wind

Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso.Per evitarlo cambi l'andatura.E il vento cambia andatura, per seguirti meglio.Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo.Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell'alba.Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te.È qualcosa che hai dentro.Quel vento sei tu.Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci,in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia...
(Haruki Murakami-Kafka sulla spiaggia)















Ironia della sorte oggi è stata una giornata spazzata dal vento.Il vento mi appartiene.I ricordi più belli che io abbia, non sarebbero tali, se non fossero"ventosi".E oggi, con l'aiuto del vento, spero che qualcosa ricominci..

mercoledì 3 febbraio 2010

Vieni, entra e coglimi

Vieni, entra e coglimi, saggiami provami...
comprimimi discioglimi tormentami...
infiammami programmami rinnovami.
Accelera... rallenta... disorientami.

Cuocimi bollimi addentami... covami.
Poi fondimi e confondimi, spaventami...
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami... ardimi bruciami arroventami.

Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgominami poi sgomentami...
dissociami divorami... comprovami.

Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra... riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.
(Patrizia Valduga)

lunedì 1 febbraio 2010

Sognando altrove

Ebbene si, come la protagonista del film di stasera, ho ballato sulle note di questa canzone e me ne sono fregata.E'stato un pò come prendere la mia sedia preferita e trascinarla con forza fino al bordo del mare.Sedersi, accavallare le gambe, e osservare.Con calma, senza fretta.Fino a farsi esplodere sulle labbra un enorme, sincero sorriso, proiettato in avanti.E la realtà alle spalle.
Del resto mancano solo due settimane prima di potermi abbandonare all'algido vento dell'Est.

A voi la canzone, senza alcun motivo preciso, artefice di questi malsani pensieri notturni e di questa "ballata" attorno al fuoco ardente dell'evasione.



(The Troggs-With a girl like you)

giovedì 28 gennaio 2010

Sempre..

"Come tanti altri, sono uno che senza tanti pregiudizi, senza paura del nuovo o del ridicolo, cerca."
(Tiziano Terzani - Un altro giro di giostra)


lunedì 25 gennaio 2010

Nazim Hikmet : Nella casa addormentata

Nella casa addormentata in quest’alba
la luce che si muove al secondo piano
è una stella rimasta lassù

sono sceso senza rumore
per la scala
sono andato attraverso il giardino
fino al bosco di faggi

nella freschezza calma di quest’alba
negli alberi la tenerezza
di una giovane madre
e a passi lenti sul ponte di pietra
la partenza.

sabato 16 gennaio 2010

Istanti
















Quando qualsiasi parola, risulterebbe superflua.

mercoledì 13 gennaio 2010

"A" fugace

"La A di Amore è una lettera con fianco di ascesa rapido e con supremo culmine.Al picco dell'unico vertice segue precipitosa la discesa e si ritorna a terra.Strada di andata e di ritorno sono congiunte al mezzo da una breve scorciatoia che ti risparmia strepiti e dolori ma ti priva della vetta.


Se ti siedi sopra ti pungi il sedere,se solo ti appoggi resti obliquo.Dunque non è un piedistallo nè un luogo di ristoro per indecisi, può darsi sia solo una toccata e fuga al paradiso."
(Stefania Piloni-Prima di questo letto)


martedì 12 gennaio 2010

Non c'è bisogno di titoli


"Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti.
Di parole.Di parole scelte sapientemente.
Di fiori detti pensieri.
Di rose dette presenze.
Di sogni che abitino gli alberi.
Di canzoni che facciano danzare le statue.
Di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti.

Ho bisogno di Poesia.
Questa magia che brucia la pesantezza delle parole,che risveglia le emozioni e dà colori nuovi".
(Non ho bisogno di denaro-Alda Merini)

sabato 9 gennaio 2010

Bob Dylan-Lay Lady Lay




Lay, lady, lay, lay across my big brass bed
Lay, lady, lay, lay across my big brass bed
Whatever colors you have in your mind
I'll show them to you and you'll see them shine

Lay, lady, lay, lay across my big brass bed
Stay, lady, stay, stay with your man awhile
Until the break of day, let me see you make him smile
His clothes are dirty but his hands are clean
And you're the best thing that he's ever seen

Stay, lady, stay, stay with your man awhile
Why wait any longer for the world to begin
You can have your cake and eat it too
Why wait any longer for the one you love
When he's standing in front of you

Lay, lady, lay, lay across my big brass bed
Stay, lady, stay, stay while the night is still ahead
I long to see you in the morning light
I long to reach for you in the night
Stay, lady, stay, stay while the night is still ahead

mercoledì 6 gennaio 2010

Svariati ricordi, ricordi svariati

C'è odore di umido in questa stanza, di pagine dimenticate, di fotografie in un cassetto, di vecchi ricordi da rispolverare. Di muffins appena sfornati e della moquette marrone di quel locale in centro che mi piacque tanto. Ricordo quella sera a San Francisco in un elegante ristorante dove servivano solo sushi, la passeggiata in bicicletta a Santa Monica, e la sera in quel luna park sul pontile. Solo noi tre e l'oceano sotto i nostri piedi. Mi tornano alla mente le risate, la curiosità, la spensieratezza, il terrore e lo spavento credendo di aver perso mia sorella in uno dei tanti centri commerciali della metropoli, e il sollievo subito dopo, quando mi abbracciò alle spalle. Ho scavate nella memoria svariate immagini e particolari di quello come di ogni viaggio successivo che a volte, come se stessi guardando delle vecchie diapositive in bianco e nero, riaffiorano inaspettatamente. Ricordo così gli sguardi, le mani, la frase scritta su un malconcio pezzo di carta dalle dita tremanti di un clochard, probabilmente a causa del troppo freddo. I quadri che più mi hanno colpito in un qualunque locale dove mi sia fermata a mangiare un panino o a bere un veloce caffè magari, i colori delle pareti, l'eterna distesa ed il carismatico azzurro dell'oceano pacifico che in lontananza pareva unirsi in una lieve danza con il cielo sopra di sè, gli occhi di chi andava a lavoro e di chi invece aveva perso ogni speranza, nella loro paurosa, disarmante diversità.
E nonostante stanotte, a distanza di anni, mi ritrovi quà nella mia stanza, se mi soffermo un attimo, è come se sentissi ancora vivo l'odore di menta e di ginepro, di cavalcate al tramonto e di pesci tutti intorno a me.
E allora al prossimo viaggio, compagna nostalgia.



Quanto poco impiega a nascere, la nostalgia. Un attimo, e già scorre come una goccia in bilico su un petalo di rosa, vaporizzando nel cielo il click metallico di un ricordo così vivo che oggi era domani quando non era ancora ieri, ieri.

domenica 3 gennaio 2010

Domando e mi rispondo

Non mi và di scrivere grandi cose, non stasera almeno. Sono le tre e nonostante domani sia l'unico giorno libero che ho all'interno della settimana, stronza come mi ritrovo, sto già crollando su questa tastiera. Avrei intenzione di scrivere semplicemente la prima cosa che mi passa per la testa, stanotte, come cinque giorni fa, come esattamente anche dieci anni fa, da quando da bambina mi sporsi dalla porta di camera e vidi mancare qualcosa; quel qualcosa o meglio quel qualcuno di cui non avevo mai pensato di poterne fare a meno. Fino a quel momento per lo meno. Da lì salutai i miei sogni, i miei capricci, i miei vizi. Fui catapultata con velocità immensa in quella fase di vita in cui mi trovo tuttora e di cui, adesso, posso ritenermi fiera di farne parte. Parlando appunto con un amico, qualche giorno fa, concordavamo sul fatto che non ci sia soddisfazione maggiore del sapersela cavare da soli, in ogni luogo e in ogni circostanza, per quanto la cosa talvolta possa dimostrarsi ardua da portare avanti.
E così, eccomi quà; più proiettata sui 26 che i 25, con la mia solita faccia da culo, i capelli che hanno rinunciato a trovare poso, o meglio c'ho rinunciato io per loro, e fresca di una seconda iscrizione universitaria, dopo una carriera stroncata subito in partenza alla facoltà di giurisprudenza. Nonostante svariati tentativi e alcuni esami superati, capii fin da subito, o per lo meno non appena mi resi conto che avrei dovuto imparare a memoria più numeri lì che ad una qualunque facoltà scientifica, che non era assolutamente la scelta più congeniale al mio modo di essere e al futuro che avrei voluto. Ed oltre a ciò, eccomi anche con il mio lavoro, grazie al quale posso permettermi di coltivare le mie reali passioni. Quelle piccole cose in grado di farmi sentire viva, di farmi vibrare il cuore e l'anima. Sono le più fugaci, quelle a cui dedico meno tempo, ma di sicuro le più indispensabili.
Facendola breve, e tornando in realtà a quell'unica frase che avrei voluto postare stasera, mi viene da pormi una domanda e di rispondermi anche.
La vita, in fondo che cos'è? Mi vien da dire un'immensa, illusoria cazzata da prendere con filosofia. Estrema filosofia.
I miei complimenti a chi ci riesce.

giovedì 31 dicembre 2009

A modo suo

Quando la gente ti dirà che hai sbagliato… e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fregatene. Ricordatene. Devi fregartene. Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita… non sono quelli gli errori… quella è vita… e la vita vera magari è proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca… io questo l’ho capito, il mondo è pieno di gente che gira in tasca con le sue piccole biglie di vetro… le sue piccole tristi biglie infrangibili… e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo… sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino… ci si vede dentro tanta di quella roba… è una cosa che ti mette l’allegria addosso… non smetterla mai… e se un giorno scoppieranno, anche quella sarà vita, a modo suo… meravigliosa vita.
(Alessandro Baricco-Castelli di rabbia)

domenica 27 dicembre 2009

Come vi pare

Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l’unico problema. Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi piega a terra, dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi.
E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull’erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l’ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento, alle stelle, agli uccelli, all’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è; e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l’orologio, vi risponderanno: “E’ ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare.”
(C.Baudelaire-Lo Spleen di Parigi)